Oggi si attribuisce una particolare importanza agli allineamenti edilizi interminabili e rigorosamente rettilinei, ma più ancora si valutano le piazze che hanno un'impeccabile regolarità. A dire il vero, non sono cose molto importanti dal punto di vista artistico. Per ora citeremo, per illustrare il nostro proposito, la Piazza degli Eremitani a Padova, la Piazza del Duomo a Siracusa e a Padova e la piazza di S. Francesco a Palermo.
Le tipiche irregolarità delle piazze antiche si spiegano con il loro progressivo sviluppo nel corso dei secoli. Non si sbaglierebbe molto supponendo che queste strane sinuosità siano dovute ad un corso d'acqua, poi sparito col tempo, ad una strada o ad una costruzione poi scomparse.
Si sa per esperienza che le irregolarità non producono un effetto spiacevole, ma che anzi accentuano un'impressione di naturalezza, stimolano il nostro interesse e soprattutto rinforzano il pittoresco del quadro.
[p.77]
[...] in genere abbiamo la tendenza a non avvertire i tracciati ineguali, a considerare retto un angolo che non lo è, insomma a idealizzare le ineguaglianze spontanee o, per così dire, naturali, nel senso di vederle tutte regolari. Chiunque nota sulla città qualche angolo o qualche piazza di forma irregolare, si meraviglia perchè nella realtà non se n'era mai accorto.
[...] La differenza fra la pianta reale e il ricordo che si conserva della piazza S. Maria Novella di Firenze non è meno sorprendente. Infatti, nonostante i suoi cinque lati, accade spesso che molte persone se la ricordino, piuttosto, come un quadrilatero. Il fenomeno deriva chiaramente dal fatto che sul terreno si possono vedere contemporaneamente solo tre lati della piazza, mentre l'angolo formato dagli altri due, situato alle spalle dell'osservatore,non è visto. È facilissimo ingannarsi sugli angoli formati dai tre lati soprattutto se, come avviene di solito, non si presta una particolare attenzione.
D'altronde la loro stima deriva unicamente dagli effetti di prospettiva ed è difficile anche per un tecnico valutare l'apertura d'angolo con una semplice occhiata. Così, a causa delle illusioni ottiche, la piazza diventa una sorta di scatola a sorpresa. Ma allora, senza simili fenomeni, a cosa si riducono i meriti d'una piazza moderna rigorosamente regolare?
[p.78-79]
Le costruzioni antiche non furono concepite a un tavolo da disegno, ma si formarono a poco a poco "in natura". Istintivamente si teneva conto di ciò che colpiva l'occhio "in natura" e si trascurava quel che è visibile solo sulla carta. Lo provano chiaramente le quattro piante di Siena.
[p.80]