Mali & Rimedi

[...] Nel suo stato attuale si tratta di una di quelle piazze-residuo che si formano ad ogni rottura dello schema ortogonale, con tutti i difetti propri di questo genere di spazi. La piazza non è separata dalle strade che la fiancheggiano e si confonde letteralmente con i dintorni.
Qui non si può certamente parlare di un'impressione estetica coerente: la Chiesa Votiva, l'università, il laboratorio di chimica e gli altri blocchi di case sono messi là, isolati e indipendenti, senza produrre alcun effetto d'insieme. Invece di valorizzarsi fra loro con una disposizione giudiziosa e con l'accordo dei loro effetti, gli edifici esprimono, ciascuno per proprio conto, una melodia differente. Quando si contemplano insieme la Chiesa Votiva neo-gotica, l'università del più nobile stile Rinascimento e gli edifici d'abitazione, intonati ai gusti più disparati, si crede di sentire nello stesso tempo un'opera di Mozart e un brano di Offenbach. E' veramente insopportabile!

[...] Nel caso che stiamo esaminando, un rimedio, tuttavia, è possibile grazie al secondo difetto di questa cosiddetta piazza, cioè la sua smisurata estensione. Quel vuoto senza limiti riduce al minimo l'effetto dello splendido santuario. S'immagini la Chiesa Votiva al posto di Notre-Dame di Parigi o al posto della cattedrale S. Stefano di Vienna! Che meraviglia! Viceversa, l'effetto della cattedrale di S. Stefano sarebbe diminuito se la si trasferisse in questa piazza mostruosa, informe e vuota.

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VIENNA: Piazza della Chiesa Votiva

[...] Dopo aver analizzato le cause del male, non è poi difficile trovare dei rimedi. [...] Certi elementi di una cattedrale gotica vedrebbero il loro effetto considerevolmente aumentato grazie ad un'abile sistemazione delle piazze: la facciata principale con le alte torri, che richiede una piazza sviluppata in profondità; la facciata laterale, che non dovrebbe lasciar scorgere né le alte torri, né le disposizioni asimmetriche del coro e del deambulatorio, infine la corona delle cappelle, il cui singolare effetto è veramente bello quando si guardano di sbieco con le sovrapposizioni in prospettiva, l'accavallarsi degli archi rampanti, i numerosi pinnacoli, ecc. [p.184-185-186]

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