vai alla pagina della galleria

torna all'indice del database

03. l'oggetto analogico
(click sulla lettera del gruppo per i nomi | click sull'icona per vedere il lavoro)
< torna all'ordine alfabetico
gruppo titolo l'opinione del prof. voto dei
colleghi
voto
del prof.
MEDIA

Modica
Nicosia
Restuccia
Mt.Russo
Scalia
Testa

LUNCHTIME TRA SCHEGGE DI VETRO

Sfiorato il rischio natalizio con "una 'trave' di cartoncino", l'oggetto riesce ad affrancarsi dalla tentazione di ricostruire un 'modellino della scena' (il Presepe) con una buona trasposizione tridimensionale del sistema: il primo piano (la 'trave') si sviluppa correttamente lungo la diagonale al centro dello spazio, la popolazione che la occupa è un sistema di led luminosi (questa volta una tecnologia natalizia ci affranca dai pupazzi) e lo sfondo è giustamente l'involucro che lo avvolge.
Popolato da schegge e polvere di vetro per simulare le variazioni di densità, l'involucro di plexiglass è aperto o reso trasparente sulla metà di ciascun lato, diviso in diagonale, nel tentativo di replicare da tutti i lati la corretta visione del sistema.
La cosa non sempre funziona, ma l'impostazione generale la qualità costruttiva dell'oggetto ne confermano l'ottima qualità.
8,86 9 8,9

Leonardi
Marino
Massimino
Siligato
Silvestro
Vernuccio

SOTTO LA SUPERFICIE

Raffinato costruttivamente e in particolare nei trattamenti materici, l'oggetto non riesce ad evitare la tentazione di riprodurre letteralmente la scena del dipinto.
Trovate delle campanelline identiche a quelle del dipinto, gli autori tentano di esorcizzare lo scivolamento verso il Presepe trasponendo in contenitore cubico la testa magrittiana.
Il risultato è efficace, anche se un po' arbitrario sia nella moltiplicazione dei frammenti di 'pelle' che nella definizione dei loro contorni.
Sembra invece un po' debole la sospensione dell'oggetto nell'involucro di plexiglass, che usa si le linee di sfondo del referente ma lascia l'idea ridondante di scatola nella scatola.
8,29 8 8,1

Mammino
Mannino
Masano
Minio
G.Russo
Tordonato

ECHI DI UN MOVIMENTO

Mimetico rispetto alle tonalità del referente, l'oggetto non riesce ad andare molto oltre l'analogia cromatica nel tentativo di rappresentarlo.
Il problema, forse per superficialità di lettura, è non aver colto la relazione tra modalità e oggetto di figurazione del referente: cioè del fatto che il movimento sia figurato dalla frammentazione della superficie che non è affatto casuale ma, al contrario, direttamente dedicata al suo fine.
Quindi dire ‘frammento’ riempendo una scatolina di piramidine, cubetti e cilindri sparsi a caso, come mettere delle palline infilzate a un fil di ferro per 'attuare' il movimento, pur apprezzabili pensieri, rischiano di lasciar solo l’immagine di uno scatolino con dentro una collana di palline circondata da oggettini arbitrari.
7,57 8 7,8

Moncada
Percolla
Rabbiolo
Stimoli
Trifilò

DOPO L'ESPLOSIONE

Tra 'fiori di fil di ferro' ("memoria della vita che persiste"), 'frammenti di giornale' ("testimonianza della guerra") e 'lame di taglierino' ("che rimandano alla lacerazione e al dolore") l'oggetto sembra più attento alla dimensione retorica costruita intorno, che non alla realtà del referente.
Di fatto (e per fortuna) questi simboli si perdono tra i frammenti di plastica impiastricciata di colla che costruiscono l'oggetto riportando, seppur vagamente, le tonalità cromatiche e la costruzione scomposta dell'opera di Picasso.
Unica intuizione più raffinata le 'rientranze piramidali' dell'involucro che alludono alla struttura compositiva ed alla luce del referente.
7,86 7 7,4

Mazzamuto
Messina
Mr.Russo
Sangiorgio
Seferyan
Spadaro

MONDRIAN IN SINTESI

Sgangherato quanto letterale, l'oggetto interpreta in maniera rigorosa la trasposizione tridimensionale del referente a partire dalla traduzione in 'telaio' delle linee nere che definiscono le campiture, all'estrusione proporzionale di quest'ultime, alla corretta interpretazione dei colori in sintesi sottrattiva che dà ragione dei materiali traslucidi usati per i colori primari, quanto del bianco come 'assenza'.
Insomma una traduzione accurata che non si è però preoccupata di mantenere una medesima accuratezza artigianale nella realizzazione dell'oggetto di fatto sbilenco e impreciso nel troppo leggero involucro di acetato.
D'altro canto la vicinanza così stretta tra oggetto e referente non lascia grandi sorprese neppure nella visione delle diverse immagini prodotte dai sei lati dell'oggetto.
6,00 7 6,5

Marcantonio
Pettina
Polisano
Sorbello

EQUILIBRIO LEGGERO

Trasposta in ciambella la ballerina danzante e riprodotto in miniatura il mazzolin di fiori, l'oggetto pur nella sua apprezzabile volontà di semplicità, non sembra riuscire davvero ad interpretare spazialmente il suo referente.
Magari giusta la sospensione diagonale della ciambella ma il mazzolino non si sa dov'è (dappertutto visto che sparge trucioli ovunque) e lo straccetto-sfondo diventa spesso -suo malgrado- primo piano. Insomma leggere gli 'oggetti' della figurazione e tradurli, nel bene o nel male, in 'oggettini analoghi' non sembra proprio funzionare. E infatti è una tecnica molto vicina al Presepe.
7,86 5 6,4

Mangano
Pagano
Reale
Zuppelli

NOTTE ANNACQUATA

Incontinente e bisognoso di pannolone nonostante l'arbitrario nastro azzurro che tenta inutilmente di ostacolarne la fuoriuscita, l'oggetto fonda sulla fluidità dell'acqua la costruzione del "contrasto tra stabilità e movimento" correttamente rilevata nel referente.
Il ragionamento è perfetto soprattutto nella sua interpretazione spaziale: la sfera al centro (la stabilità) inchiodata al sistema dagli assi di fil di ferro (la continuità) è circondata dalla fluidità dell'acqua che, maneggiando l'oggetto, si muove intorno insieme alle sferette libere (il movimento).
Un vero peccato vedere un'idea così buona distrutta da incapacità tecnologica, impiastricciata di stucco e nastro incapaci di fermarne l'inesorabile svuotamento.
5,29 7 6,1

Pattavina
Pietralito
Saglimbene
Salatino

COSTRUIRE IL DISORDINE

Aggrappato all'equivoco di una lettura tanto arbitraria quanto inutile (ma che contrasto tra 'rumore e affollamento' e 'leggerezza e quiete'? Sono solo case tra gli alberi con lo sfondo di un monte col cielo intorno), l'oggetto rinuncia di fatto a qualunque tentativo di esprimere un pensiero e si materializza in una sorta di incomprensibile catalogo delle 'pennellate' del povero Maestro:
7 oggetti dentro una scatolina trasparente in tre file (per giunta di due oggetti quelli che esprimerebbero l'affollamento e di tre quelli che sarebbero l'opposto) con persino la pretesa di rappresentarne le proporzioni di superficie (2/3 di folla e 1/3 di quiete), sbagliando persino la disposizione spaziale visto che la quiete del 'cielo' resta sempre al centro, chiusa tra due 'affollamenti'.
4,29 5 4,6